Giovani e democrazia: il fulcro del processo al Climate Action Summit di New York

Nell’ultimo anno il cambiamento climatico è stato uno degli argomenti più discussi dai media di tutto il mondo. Un cambiamento radicale rispetto al passato che dobbiamo anche a movimenti della società civile come Fridays for Future e Extinction Rebellion.

L’azione innovativa di questi movimenti ha portato alla mobilitazione di migliaia di persone in più di 70 Paesi del Mondo, che continuano a manifestare  contro le politiche messe in atto dai propri Governi, giudicate inadatte e inefficaci, per porre una soluzione a un problema che rischia di mettere in discussione la nostra stessa sopravvivenza come specie. 

In ambito diplomatico vengono condivise le stesse preoccupazioni. I risultati non sufficientemente ambiziosi del lavoro svolto alla COP 24 di Katowice sono il risultato dell’ennesima impasse politica che rischia di mettere a repentaglio un processo di cambiamento sistemico e pervasivo quando mai urgente e necessario. Non stupisce quindi che Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres abbia indetto una serie di iniziative per mettere pressione sui governi e rendere concreti gli impegni sottoscritto con l’accordo di Parigi.

Negli ultimi mesi rappresentanti di governi, della società civile e del mondo dell’imprenditoria hanno lavorato assieme per creare iniziative credibili e ambiziose per contrastare le conseguenze del cambiamento climatico. Riuniti in coalizioni dedicate a nove tematiche chiave (social and political drivers of change; transition to renewable energy; industry; infrastructure, cities and local action; nature-based solutions; resilience and adaptation; mitigation; finance and carbon pricing; youth and citizen mobilization) questi esperti sono in questo momento a New York per presentare i risultati del loro lavoro, che culminerà nella giornata del 23 settembre nel Climate Action Summit, a cui parteciperanno anche i capi di stato firmatari dell’Accordo di Parigi.

Guterres, inoltre, ha sottolineato come l’evento non debba diventare la solita passerella di  dichiarazioni di intenti, ma “di presentarsi con piani nazionali che includano impegni concreti” per ridurre le emissioni di gas climalteranti e strategie di lungo periodo in ambito di transizione energetica e adattamento. 

In contemporanea alla riunione delle coalizioni si è svolto il Climate Youth Summit, una piattaforma giovanile fortemente voluta da Guterres che vede nei giovani i nuovi leader dell azione di advocacy climatica. Giovani attivisti, innovatori e imprenditori impegnati nello lotta al cambiamento climatico sono stati invitati alle Nazioni Unite per condividere le loro esperienze,  interagire direttamente con gli esperti delle coalizioni, per far sentire la loro voce e promuovere azioni concrete ed immediate alle diverse sfide poste dal cambiamento climatico.

Il Summit ha assunto un valore particolarmente importante a seguito del successo del Climate Strike del 20 settembre indetto da Fridays for Future, che ha visto 4 milioni di giovani in tutto il Mondo scendere per le strade delle loro città chiedendo azione immediata contro le conseguenze del cambiamento climatico.

 

Chiara Soletti

 

Pubblicato per Italian Climate Network sul sito dell'organizzazione.